Miracolo a Nordest.

Ogni volta ci meravigliamo di quanto questo calcio italiano possa decisamente cadere in basso. Eppure c’è anche qualcosa che ci riesce a stupire in positivo, e farci ricordare che questo sport è capace di dare molto, ma molto più delle emozioni che un normale sport riesce a dare. La favola del Portogruaro-Summaga calcio è una di queste storie fantastiche.

Portogruaro è un comune a metà strada tra Venezia e Trieste, famoso prevalentemente per essere la città natale di Luigi Russolo, musicista futurista, e uno dei luoghi d’infanzia del letterato ottocentesco Ippolito Nievo; in questo ameno, ma anche anonimo, paesino del nordest si è verificato un altro di quei miracoli provinciali, frequenti negli ultimi anni: la squadra di calcio del paese è riuscita a ottenere la promozione diretta in serie B, aggiudicandosi la prima piazza della classifica del campionato di Lega Pro, Prima divisione, davanti a piazze ben più grandi, conosciute e gloriose (oltre che “dotate” economicamente”) come l’Hellas Verona e il Pescara.

E va detto subito che, a differenza delle altre belle favole viventi nel nostro calcio, quella della squadra veneziana è senza dubbio sui generis,sia per la velocità della scalata (la squadra militava in promozione fino a qualche anno fa) sia per la conduzione societaria strettamente familiare e controllata, sia per le aspettative di campionato di quest’anno, che non andavano oltre ad una tranquilla salvezza.

 Eppure grazie a quel gol all’ultimo minuto di Riccardo Bocalon nello scontro diretto (e derby) contro il Verona,  all’indomani del 9 maggio Portogruaro si risveglia in serie B; sarà la 115° squadra ad avere l’onore di calcare i campi del torneo cadetto e si misurarà con squadre che hanno visto in passato la gloria della serie A (alcune anche dell’Europa): basti pensare a Vicenza, Piacenza, Torino, Triestina, Ascoli, Mantova, Modena, Reggina, Padova e Brescia (anche se su alcune di queste è doveroso mettere un grosso un grosso punto interrogativo, in quanto vicine a salire in A, o ancora fortemente invischiate nella lotta per non retrocedere).

Tutto questo nasce appena 20 anni fa, dalla fusione del Portogruaro e del Summaga, entrambe militanti in Promozione (la seconda addirittura appena retrocessa), ad opera del presidente (scomparso nel 2008 e rimpianto) Dino Mio. Entrambe le società sono degnamente rappresentate nel nome e nello stemma della squadra con i loro simboli, a rappresentare il fatto che la fusione non fu “a senso unico”. La scalata iniziò allora: dopo una breve parentesi in Eccellenza, la società raggiunse nel 1999 la Serie D, e da lì fece il salto in C2 (attuale Lega Pro Seconda Divisione) nel 2005, vincendo il girone C del campionato di Serie D. Poi la storia e recente: ottenuta la promozione in Prima divisione dopo i playoff al termine della stagione 2007-2008, il Portogruaro ha ottenuto una sorprendente salvezza l’anno scorso, prima di questo strabiliante risultato; il tutto sempre giocando nel glorioso e caloroso “Mecchia” da appena 3600 posti e con un’ormai storica pista per il ciclismo su pista ai lati e sempre con la famiglia Mio a guida della società (ora il figlio Francesco è presidente).

 Ma chi sono gli artefici di questa promozione quanto meno inaspettata? Innanzitutto il timoniere della barca: Alessandro Calori, l’uomo che negò lo scudetto alla Juventus nel 2000, che, dopo un paio di parentesi poco fortunate come mister di Triestina e Avellino, finalmente ha dimostrato le sue capacità; puntando su giocatori scartati dalla serie B (Siniscalchi, Altinier, Espinal, Gotti, nomi sconosciuti ai più) e su giovani promesse troppo presto mandate via senza degna valutazione da parte delle società madri (Deinite, Puccio, Scapuzzi, Bocalon) ha costruito un fantastico gruppo guidato, dall’australiano Adrian Madaschi(che ha sfiorato la convocazione mondiale),e soprattutto dall’intramontabile capitano Marco Cunico (34 primavere per lui) unico superstite del clan che aveva originariamente iniziato la scalata dalla serie D, capace di trascinare la squadra all’impresa, che si è avvalsa molto delle reti di Altinier (15, capocannoniere del girone B). E il team veneto è stato capace di mettere a segno il record di vittorie esterne (10) rimanendo imbattuto nelle mura amiche. Incredibile.

 E cosa si prevede per il futuro? Non è ancora sicura la permanenza di Calori: l’ex difensore è ricercato da mezza serie B (e qualche club di A); la squadra sarà affidata al direttore sportivo Specchia per essere in grado di giocarsela anche fra i cadetti (ma, vedendo l’oculata gestione, sono sicuro  che il gruppo non verrà smembrato, ma adeguatamente rinfoltito, tenendosi lontano dallo sciagurato esempio che ha fornito il Gallipoli quest’anno), puntando a tenere i prestiti (Gotti, Marchi, Bocalon, forse Siniscalchi). E lo stadio? Difficile che si possa continuare a giocare al “Mecchia”, possibile l’esodo (possibili destinazioni: Lignano, Venezia, Treviso).

Ma in attesa del futuro, godiamoci questo bellissimo miracolo del nordest, il terzo dopo le bellissime storie di Chievo e Cittadella.

Alla Prossima,

Giovanni Romano.

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5 Risposte a questo post.

  1. [...] “Miracolo a Nordest”, che dimostra come il Calcio, certe volte, è ancora una bella favola (http://rovesciando.wordpress.com/2010/05/14/miracolo-a-nordest/ ) e attira la curiosità della gente, oltre che la [...]

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  2. Pubblicato da El Simpatico Holgazan in 17 maggio 2010 alle 10:18 am

    Bhè prima speriamo che il Vicenza si salvi…anche se ormai dovrebbe essere fatta visto che all’ultima avete la Salernitana e c’è lo scontro diretto frosinone triestina! (xò alla prossima c’è il lecce…:( )

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    • Pubblicato da Giovanni Romano in 17 maggio 2010 alle 2:20 pm

      teoricamente dovrebbe bastare battere la salernitana….sempre sperando che il Mantova perda contro il Torino, e ciò grazie al aftto che ci sono gli scontri diretti Triestina-Ancona e Frosinone-Triestina

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  3. Pubblicato da El Simpatico Holgazan in 15 maggio 2010 alle 1:22 pm

    mah…non avrei mai pensato che un giorno ce l’avrebbe fatta nel panorama calcistico reale…in quello virtuale era già conosciutissima: chi se la ricorda questa piccola compagine veneta nei famosi giochi manageriali da pc “Scudetto” e “Football Manager”? XD

    p.s. ottimo articolo giovanni, di storie così ne vorrei sentire a bizzeffe! speriamo solo che qualcuno abbia la voglia di investire in questa società, che direi che più di altre (per voglia e tenacia) merita di militare l’anno venturo nella nostra amatissima serie cadetta!

    Risposta

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